I magazine di moda

Manifesto modaTutti conoscono “Vogue”, emblema dei magazine di moda a cui ancora oggi (fu fondato nel lontano 1892) gli viene riconosciuta la massima credibilità in fatto di moda, tendenze e costume.
Dato che fin dalle origini il termine moda ha riguardato il modo di vestirsi, l’interesse verso gli usi dei costumi ha riguardato prima di tutto le classi alte della società. Sorprendentemente tale termine viene usato con lo stesso significato attribuitogli oggi da un abate nel 1645 su un trattato sul vestire alla moda.

Nascita dei magazine di moda

L’uso degli abiti era distinto nettamente tra uomini e donne. Ai primi servivano per distinguersi dall’appartenenza di ceto, di funzione sociale e istituzionale. Alle seconde gli abiti servivano per coprirsi, per il pudore e il ruolo “inferiore” che ha accompagnato la donna per buona parte della storia. Ma dopo la rivoluzione francese, siamo a fine ‘700, finalmente si regolarizzò la libertà di vestirsi come meglio si credeva. Da qui nacquero sartorie e stilisti che nel corso della storia hanno creato vere e proprie opere d’arte in termini di vestiti che tutt’oggi si ritrovano nei musei. Ma si può affermare che la moda è stata adottata da sempre, si pensi alle civiltà dell’era avanti Cristo come gli etruschi, i greci, gli egiziani che davano un determinato nome al vestito che distingueva il sacerdote dal comune abitante. Oppure si pensi alla donna romana che non usciva mai sola e se non coperta da un mantello fin sulla testa.

La diffusione dei magazine di moda

La moda ha dato da scrivere e da studiare a non pochi intellettuali, in quanto il fenomeno della moda è stato paragonato al circolo della morte dopo la quale si ritorna in vita con qualcosa di nuovo. Ci sono stati studiosi del calibro di Walter Benjamin e Ferruccio Rossi Landi che hanno prodotto interi saggi sulla moda determinandone l’aspetto effimero e costitutivo dello stesso fenomeno. E proprio per queste caratteristiche si è fatto presto a dar corpo a mezzi d’informazione che facciano vivere e morire la moda in maniera continua. Di questo si occupano le migliaia di magazine quali “Vanity Fair”, “Fashion Times”.

Foto: ocsanaw – Fotolia

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