Le scuole degli Stati Uniti

Panorama lunare fotografato dalla missione Chang’e 3 (CNSA)

Lorenzo Python

Quanto sono diverse le scuole americane?

 

La risposta breve è “molto”. Se questo non vi basta, spero di riuscire a saziare la vostra sete di conoscenza con questo articolo. Prima di entrare nel vivo dell’argomento occorre però che faccia una premessa. La mia esperienza da studente dall’altra parte del lago si limita al mio quarto anno di liceo, in una cittadina molto piccola dal nome di Whitwell, situata in una delle regioni più povere del Tennessee. Detto questo possiamo cominciare.

La prima grossa differenza che mi viene da sottolineare è l’inesistenza di diversi tipi di licei come abbiamo in Italia. Ogni cittadina possiede infatti un unico liceo che offre molti tipi di corsi diversi, da quelli obbligatori, come matematica e inglese, a quelli a scelta. Ognuno di questi, quando si è completato il ciclo intero diviso in trimestri, fa accumulare crediti allo studente che, divisi tra quelli delle materie obbligatorie e quelli delle materie a scelta, gli permetteranno di diplomarsi. Il fascino di questo sistema, è sicuramente la grande varietà di materie facoltative presenti. Infatti, pur non trovandomi in una zona molto benestante, e quindi non essendo uno studente di una scuola con molte risorse economiche, vi era comunque una grande varietà di materie a scelta come corsi di psicologia, di lavori manuali e anche stage in ospedali come aiuto infermiere. Questo permette sicuramente agli studenti di trovare la loro strada e valorizzare le abilità di ognuno. In Italia, come penso i lettori di questa rivista sappiano, i nostri istituti sono divisi tra licei e istituti professionali, i primi suppongono un proseguimento degli studi a livello universitario e i secondi offrono una formazione appunto professionale degli studenti. Questa divisione sicuramente ha i suoi vantaggi rispetto al sistema americano, in quanto permette la specializzazione e offre forse così una migliore educazione dello studente.

La seconda grossa differenza – che penso non sia trascurabile, anche se probabilmente lo è per altri – è l’attenzione allo sport che, contrariamente al ruolo completamente trascurabile che occupa nel nostro sistema scolastico, rappresenta una parte molto importante, se non fondamentale delle HS americane. Se nella maggior parte degli istituti italiani gli studenti hanno due ore di ginnastica a settimana e le scuole non offrono alcun tipo di attività sportiva extra scolastica gratuita (ponendo chiunque voglia fare attività sportiva seriamente o anche semplicemente il minimo sport necessario al benessere di qualsiasi essere vivente nell’obbligo di rivolgersi ad una società sportiva e pagare anche somme di denaro abbastanza importanti) in America ognuno è libero di entrare nelle varie squadre della scuola pagando soltanto il materiale strettamente personale, come scarpe e guantone da baseball, e il prezzo della visita medica obbligatoria. Questo espande ancora di più le opportunità per gli studenti che magari non brillano nelle materie classiche. Molti infatti riescono a permettersi di accedere all’università grazie proprio al loro talento nelle attività sportive poiché anche queste hanno squadre di football e baseball che competono a livello nazionale e rappresentano una categoria al pari della Serie A di calcio italiana. Inoltre le partite giocate in casa dei tornei in cui la scuola partecipa non sono ad entrata gratuita, ma a pagamento e rappresentano una fonte di entrate per la scuola.

Lo sport mi porta a riflettere su un altro aspetto dei licei americani e soprattutto degli studenti: lo spirito di scuola e il culto della nazione. Al contrario degli studenti italiani, per i quali il liceo non rappresenta altro che un luogo di studio e a volte di tortura, gli highschoolers americani hanno un senso di appartenenza al loro liceo, simile ad una sottospecie di patriottismo, e sono orgogliosi di indossarne i colori e lo stemma su magliette giacche e cappelli. Inutile dire che questa realtà è pressoché inesistente in Italia se non nelle scuole private che richiedono un’uniforme. Il senso di appartenenza ad una scuola non è però nemmeno l’ombra del vero e proprio culto della nazione che viene svolto nei licei. Ogni mattina infatti, prima dell’inizio delle lezioni, tutti si alzano in piedi e, guardando la bandiera americana più vicina, di cui è presente un esemplare in ogni stanza, con la mano destra sul cuore ripetono il pledge of allegiance letteralmente tradotto come pegno di fedeltà verso la nazione.

L’ultima differenza che ritengo abbastanza rilevante è il ruolo delle scuole private e delle scuole pubbliche. In Italia spesso, i licei pubblici hanno un livello di insegnamento superiore alle controparti private e rappresentano a volte dei veri e propri muri contro i quali gli studenti meno disposti a studiare si scontrano, mentre i licei privati offrono il diploma facile a coloro che possono permetterselo. Negli States la situazione è un po’ diversa. I licei privati infatti, oltre ad avere costi molto elevati, hanno anche un livello di insegnamento nettamente superiore rispetto ai licei pubblici.

Queste sono soltanto alcune delle principali differenze tra i nostri due sistemi scolastici e trarre conclusioni su quale sia migliore è un po’ difficile soprattutto perché non possiamo generalizzare parlando del sistema scolastico italiano né di quello americano. In entrambi i paesi esistono infatti tantissimi licei il cui livello di insegnamento non è fisso e varia a seconda dello stato/regione. Per farsi una buona idea di come sono i licei americani, però, non è necessario attraversare il lago che ci separa, i film infatti rappresentano spesso le highschool in modo abbastanza realistico.

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